Endometrio e menopausa: quando l'ecografia è davvero importante
27 ottobre 2026
Negli ultimi anni l'ecografia transvaginale è cambiata profondamente. Le sonde ad alta frequenza, il color Doppler e la tecnica tridimensionale permettono oggi di studiare la cavità uterina con grande dettaglio.
Il Doppler, per esempio, mostra l'arteria che alimenta un polipo, e quando questo vaso è visibile la probabilità che ci sia davvero una lesione nella cavità supera il 90%. L'ecografia 3D, a sua volta, riconosce con grande affidabilità i miomi sottomucosi. Oggi molte diagnosi di polipi e miomi si possono quindi porre in ambulatorio con la sola ecografia.
E’ altresi’ molto importante fare una distinzione tra la donna che presenta spotting ematico in corso di menopausa e la donna che invece è asintomatica .
Il sanguinamento dopo la menopausa è il primo segnale in oltre il 90% dei carcinomi endometriali, e in queste donne il rischio di tumore è intorno al 10%.
Va quindi sempre indagato, e l'ecografia è il primo strumento per valutare la morfologia della cavità endometriale .
La letteratura ci dice che quando l'endometrio misura 4 mm o meno, il valore predittivo negativo per il carcinoma supera il 99%. Quando lo spessore è maggiore, è necessaria una valutazione istologica.
Ovviamante vanno presi in considerazione contestualmente i fattori di rischio.
Nella donna senza sintomi, invece, l'ecografia non è uno strumento di screening. Un endometrio di 5 o 6 mm trovato per caso non deve portare in automatico a esami invasivi: si deve valutare il profilo di rischio della paziente, cioè età, obesità, diabete, estrogeni non bilanciati e familiarità.
Oggi ecografia e isteroscopia lavorano in sequenza.
L'ecografia individua e descrive la lesione. L'isteroscopia ambulatoriale, con strumenti sempre più sottili, la conferma e la asporta nella stessa seduta, senza anestesia: è l'approccio see and treat, che in un'ampia casistica ha evitato la sala operatoria a due pazienti su tre.
L'isteroscopia resta indispensabile anche quando il sanguinamento si ripete nonostante un endometrio sottile, e quando la lesione è focale o irregolare, perché una biopsia alla cieca rischierebbe di mancarla.
In definitiva, l'ecografia transvaginale moderna è molto più di una misura dello spessore endometriale. Va usata sempre di fronte a un sanguinamento, non come screening nella donna senza sintomi, e in stretta alleanza con l'isteroscopia, che permette di passare dalla diagnosi alla terapia in un solo tempo.
A conferma di tutto cio’ ricordiamo il progetto di stadiazione del tumore endometriale mediante sola ecografia e non piu’ con RMN che all’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze si svolge da oltre 3 anni in collaborazione con il Gemelli di Roma .
Abbiamo infatti, in qualità di operatore ecografico esperto, alternandoci mensilmente con altro operatore ecografico esperto del Gemelli , valutato e stadiato preoperatoriamente in questi 3 anni , circa 150 donne con diagnosi istologica tramite ISC di tumore endometriale .
I risultati della stadiazione ecografica sono risultati sovrapponibile alla stadiazione tramite RMN con riduzione notevole dei tempi di attesa, di risposta e di costo dell’esame ecografico rispetto alla risonanza.
L’ecografia , anche in corso di menopausa , è uno strumento con grande potenzialità diagnostica , di basso costo di esecuzione e di rapida effettuazione .
Di contro ha necessità di avere operatori esperti e formati per rispondere esaustivamente ai molteplici quesiti diagnostici che l’apparato genitale femminile puo’ presentare .
Paolo Scognamiglio
Referente AGEO per l’ecografia ginecologica .
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