PUBBLICAZIONI AGEO- Il Burnout Medico: un Focus sulla Ginecologia e le Strategie di Contrasto

26 maggio 2025
Italia

      


Il burnout, una sindrome caratterizzata da esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale, rappresenta una sfida crescente nel panorama sanitario globale.

Sebbene colpisca diverse professioni, il personale medico è particolarmente vulnerabile a causa delle intrinseche complessità e pressioni del proprio lavoro. All' interno della professione medica, alcune specialità presentano rischi ancora maggiori; tra queste, la specializzazione in ginecologia e ostetricia emerge come un campo in cui il burnout può avere ripercussioni significative sulla salute dei professionisti e sulla qualità dell' assistenza offerta alle pazienti.

La pratica ginecologica e ostetrica è caratterizzata da un mix unico di aspetti clinici, chirurgici ed emotivi. I professionisti si confrontano quotidianamente con situazioni che spaziano dalla gioia della nascita alla gestione di patologie gravi, passando per interruzioni di gravidanza, infertilità, e problematiche legate alla sfera sessuale e riproduttiva. 

Questo carico emotivo, unito a lunghe ore di lavoro, reperibilità costante, pressioni legali e burocratiche, e la necessità di prendere decisioni rapide e spesso difficili, crea un terreno fertile per lo sviluppo del burnout.

I fattori specifici che contribuiscono al burnout tra i ginecologi includono: carico di lavoro elevato e orari irregolari, impatto emotivo (la vicinanza a eventi di vita significativi, sia positivi che

negativi richiede un notevole dispendio emotivo e la capacità di gestire il proprio coinvolgimento personale), pressione medico-legale, difficoltà nel bilanciare vita professionale e privata,

carenza di personale e risorse. Le conseguenze del burnout in ginecologia sono molteplici e dannose, sia per il medico che per il sistema sanitario e, in ultima analisi, per le pazienti. 

A livello individuale, il burnout può manifestarsi con sintomi fisici (stanchezza cronica, disturbi del sonno, cefalee) e psicologici (ansia, depressione, irritabilità, cinismo). Può portare a un aumento dell' assenteismo, a una riduzione della soddisfazione lavorativa e, nei casi più gravi, all' abbandono della professione.

Sul piano professionale, il burnout può compromettere la capacità decisionale, ridurre l' empatia verso le pazienti e aumentare il rischio di errori medici. Questo ha un impatto diretto sulla

qualità dell' assistenza e sulla sicurezza delle cure.

Affrontare il burnout richiede un approccio multilivello che coinvolga sia i singoli professionisti che le istituzioni sanitarie. Strategie efficaci includono: riconoscere i segnali ed essere consapevoli dei sintomi del burnout, avere cura di sé (esercizio fisico, hobby, tempo libero), tecniche di gestione dello stress (mindfulness, la meditazione o lo yoga), cercare supporto, stabilire confini.

A livello istituzionale, è fondamentale che le strutture sanitarie implementino politiche e programmi volti a prevenire e gestire il burnout, tra cui il monitoraggio del benessere del

personale implementando questionari periodici e colloqui per valutare i livelli di stress e burnout, promozione di un ambiente di lavoro supportivo per favorire la comunicazione aperta, il lavoro di squadra e il supporto tra colleghi; gestione equa dei carichi di lavoro e degli orari rivedendo la distribuzione dei turni e delle responsabilità per evitare sovraccarichi eccessivi; garantire l’accesso a servizi di supporto psicologico; formare il personale sulla gestione dello stress e sulla resilienza.

Il burnout medico, e in particolare quello che colpisce i ginecologi, è una problematica complessa con profonde ricadute sulla salute dei professionisti e sulla qualità dell'assistenza. Riconoscere i fattori di rischio, promuovere la consapevolezza e implementare strategie di prevenzione e contrasto a livello individuale e istituzionale sono passi essenziali per tutelare il benessere dei medici e garantire un futuro sostenibile per la professione e per il sistema sanitario nel suo complesso. Investire nel benessere dei medici significa investire nella salute di tutti. 

In un contesto in cui i ginecologi extraospedalieri devono affrontare crescenti adempimenti burocratici, che spesso riducono il tempo dedicato alla cura del paziente e aumentano invece il rischio di sindrome da burn-out, AGEO si conferma un punto di riferimento essenziale. L’associazione, infatti, non solo promuove la formazione continua, ma fornisce anche strumenti, consulenze e servizi per facilitare l’attività professionale e creare una rete di supporto.

 

Dott.ssa Francesca Manganello

Medico Chirurgo

Specialista in Ostetricia e Ginecologia

Consigliere Direttivo Nazionale AGEO

Delegata Regionale Giovani AGEO Veneto

 

 

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